Prima di Tommaso Berti ad inaugurare la lista dei bianconeri in Under 21 fu un altro cesenate doc come Maurizio “Micio” Orlandi che il 10 ottobre 1973 per Francia-Italia scese in campo sul prestigioso palcoscenico del Parco dei Principi. “L’allenatore – ricorda Orlandi – era Azeglio Vicini al quale scherzosamente gli chiesi se si aveva chiamato perché parlavo qualche parola di inglese e tedesco. Ricordo l’emozione al suono dell’inno di Mameli e che feci una grande partita. Per l’agonismo e la corsa vista in campo ricevetti i complimenti di Nils Liedholm che era in tribuna a vedere la gara”. Tre giorni prima Orlandi aveva debuttato in serie A con il Cesena e quattro giorni dopo era a San Siro contro il Milan: “Sbarcai a Milano direttamente da Parigi, ero carico come un cavallo. Quando l’allenatore Bersellini mi vide disse che sarei stato un po’ seduto in panchina per smaltire quell’eccesso di carica agonistica. Entrai in campo solo nel secondo tempo”.

Con l’Under 23 di Enzo Bearzot ebbe anche l’onore di giocare davanti il suo pubblico alla Fiorita di Cesena contro la Jugoslavia: “Con me c’era anche Danova come giocatore del Cesena. Di quella gara ricordo che dopo uno scambio a centrocampo con Libera lo mandai in gol. Dei miei compagni quasi tutti arrivarono in Nazionale maggiore, tra questi c’erano anche futuri campioni del mondo come Scirea, Antognoni, Graziani, Gentile e Oriali. Io come tornante ero considerato il possibile sostituto di Domengini.Su di me c’erano delle aspettative, ma quando nel 1975 passai dal Cesena alla Sampdoria ebbi un black out a causa dei problemi di insonnia di cui soffrivo. Purtroppo a quei tempi non c’erano psicologi che potessero aiutare i giocatori in difficoltà, eravamo abbandonati a noi stessi. Non essere arrivato in Nazionale rimane il più grande rammarico della mia carriera”.

Giovanni Guiducci

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