Bandiera e Cartolina
Maria Luisa e Maria Grazia Giunchi hanno donato una vecchia bandiera cucita a mano e una cartolina celebrativa degli anni ’70, ritrovate durante lo sgombero della loro casa di famiglia. Due oggetti semplici ma straordinari, che racchiudono la passione e l’amore per il Cesena di un’epoca in cui i colori bianconeri si cucivano a mano, con dedizione e orgoglio. Sono frammenti di una storia vissuta, piccoli tasselli che riportano alla luce un calcio fatto di cuore, spontaneità e appartenenza.
Un sentito grazie a chi ha scelto di condividere questi ricordi con la comunità: ogni donazione ci aiuta a custodire la memoria del nostro calcio e della nostra città. Oggetti semplici, ma pieni di vita: frammenti del percorso di un giovane tifoso nel passato, oggi consegnati al Museo Bianconero per diventare parte della memoria collettiva bianconera. Un gesto che non parla solo del passato, ma illumina tutto ciò che ancora unisce chi ama questi colori.
“Dono la bandiera come testimonianza della passione che ci teneva legati alla squadra che ci ha regalato partite spettacolari. Fatta tutta interamente a mano, ha sventolato per anni nella curva degli ultrà.”
— Maria Grazia Giunchi, tifosa
“Cercando nei bauli e nelle vecchie cassapanche si trovano cimeli preziosi, capaci di rivelare un passato che subito rivive nei ricordi. Così, io e mia sorella abbiamo ritrovato la vecchia bandiera del Cesena in Serie A, usata per fare festa — cucita e ideata da lei, di cui andava tanto fiera. Una bandiera gigante che allo stadio accompagnava i canti degli ultras e sventolava acclamando i goal. Ora è una piccola testimonianza di quei tempi gloriosi, una piccolissima pagina di storia.”
— Maria Luisa Giunchi, tifosa


