L’elevata standardizzazione al giorno d’oggi ha reso le figurine dei calciatori quasi asettiche, con sfondi omogenei, pose perfette (e sguardi di sfida) e margini di errore azzerati. Ma le ha rese anche tutte uguali. Le chicche di un tempo, consapevoli (come il ritocco fotografico fatto a mano e col pennello) o inconsapevoli (come i refusi tipografici o gli “scambi” di foto), che erano praticamente all’ordine del giorno, ormai non le ritroviamo più.
Come in tutte le collezioni, anche nel variegato mondo delle figurine del Cesena abbiamo pezzi più o meno rari, pezzi stupendi, pezzi con foto o nomi sbagliati, pezzi curiosi e talvolta pure brutti. Ed è proprio di questi ultimi, curiosi o brutti, che vogliamo raccontare, provando a seguire un ordine cronologico.
La figurina di Franco Ciardi della raccolta Calciatori in Technicolor 1968/69 (Ritmo di Caltagirone) è unica in quanto raffigura un calciatore mai approdato a Cesena; si è trattato di uno dei primi casi di “ritocco artigianale” fatto dipingendo (piuttosto male) a strisce bianche e nere la casacca di una foto di repertorio.
Il portiere Antonio Annibale e l’allenatore Luigi “Cina” Bonizzoni nella raccolta Calcio 1970/71 della pescarese Reli vengono raffigurati tra case e palazzi, “location” impensabile ai giorni nostri. Il Mister, oltretutto, viene presentato col soprannome.
Il “trio dagli occhi chiusi”, Fabrizio Berni, Paolo Ferrario e Maurizio Orlandi fu pubblicato, sempre dalla Reli, nelle raccolte Calcio del 1971/72 (i primi due) e 1972/73 (il bravissimo “Micio”). Non è dato sapere se i nostri beniamini furono abbagliati dal sole o semplicemente colti nella frazione di secondo sbagliata, resta il fatto che la casa editrice scelse di stamparle così com’erano.
Lucio Dragoni venne fotografato per la raccolta Calciatori 1974/75 della Panini ai piedi della scalinata che conduce dagli spogliatoi al campo, in occasione di Cesena-Milan di Coppa Italia; in quegli anni non erano insolite le inquadrature fatte a bordo campo, ma qui nemmeno gli hanno fatto salire quelle scale per fotografarlo su un bel prato verde.
Sempre la Panini fu protagonista l’anno successivo con innovative figurine miste tra foto e caricature, pubblicate per la raccolta Calciatori 1975/76. Nella sezione dei “mostri sacri” troviamo il nostro Pier Luigi Cera avanzare palla al piede ma con la testa “rivisitata” da Bruno Prosdocimi, geniale artista veneto che ha curato in maniera eccellente le illustrazioni per la casa modenese negli anni ’60 e ’70. Altra figurina della stessa serie è quella del napoletano Beppe Savoldi contrastato da Luigi Danova durante Cesena-Napoli di Coppa Italia.
Walter Schachner è presente nella raccolta World Cup Football ’82 dell’olandese Monty Gum, ma viene quasi messo all’angolo dalla presenza del massaggiatore austriaco, con tanto di asciugamani al collo, che si ritaglia un piccolo spazio al suo fianco.
Le vignette di Amarildo e Adriano Piraccini fanno parte della raccolta della stagione 1990/91 della Dunkin, marchio della casa spagnola produttrice di gomme da masticare, in posa da ballerino (il brasiliano) e col bastone da supporto per i “diversamente giovani” (il romagnolo).
Sebastiano Rossi a San Siro contro l’Inter a fine anni ’80, a caccia di una colomba, anzichè del pallone, è la figurina presente nella raccolta “E’ il Calcio 92/93” della Fratelli Vallardi; per la sua particolarità, venne inclusa in una apposita sezione riguardante le curiosità fotografate sui campi da calcio.
Se tutte le figurine appena descritte possono essere curiose ma pur sempre piacevoli, quella di Martin Petras, pubblicata dall’associazione filantropica TschuttiHeftli di Lucerna per la raccolta Sammelalbum 2010, riguardante i mondiali sudafricani, è oggettivamente meno bella da vedere. L’illustrazione, a cura dell’artista elvetica Stefanie Dietiker, è un’opera d’arte, originalissima finché si vuole, che si candida ad essere tra le più brutte figurine della storia del Cesena. La raccolta, come tutte quelle pubblicate nel corso dell’ultimo ventennio dalla TschuttiHeftli, è unica e particolare nel suo genere, in quanto i giocatori di tutte le squadre sono stati liberamente rivisitati in chiave artistica da diversi disegnatori e grafici, ciascuno con la propria tecnica e il proprio stile creativo, che hanno reso l’album totalmente disomogeneo, anche se l’intenzione dell’associazione era proprio quella di creare una raccolta di opere d’arte anzichè mere figurine.
Per finire, non è una figurina ma una bandella cartacea per sigari, quella messa in circolazione dall’olandese Murillo con la serie “Europese Voetbalclubs”. In questa serie trovarono posto anche le squadre italiane di serie A del 1975/76, tra le quali il Cesena (erroneamente chiamato Cecana), il cui giocatore generico è raffigurato con maglia a strisce giallorosse e pantaloncini bianchi. Anche questa bandella, al di là del valore collezionistico, è facile classificarla tra quelle meno belle, visto il nome sbagliato e il soggetto bardato con colori improponibili.
Pierpaolo Rossi















