Il 23 febbraio 1941 fu un giorno storico nell’ambito del ventennio fascista, con l’Italia già in guerra e con Benito Mussolini che, con il discorso noto come quello de “Il popolo italiano merita e avrà la vittoria”, dal Teatro Adriano di Roma “convinse” gli italiani a credervi ulteriormente sino alla fine assieme alla Germania nazista. Quale fu questa fine, poi, è nota a tutti.
Mentre si “faceva la storia”, il neonato Cesena, in vetta nel campionato di I Divisione Emilia alla fine del girone di andata, si stava preparando in vista delle gare di ritorno, al termine delle quali si piazzò al primo posto qualificandosi per il girone finale utile per la promozione in serie C. Questa categoria non riuscì a guadagnarsela sul campo, essendo arrivata seconda, ma ne venne successivamente ammessa per disponibilità di posti.
Si giocava un’amichevole proprio quella domenica 23 febbraio, ospite era il Predappio, con i bianconeri che liquidarono i concittadini del Duce col punteggio di 5-2. La parte del leone la fece Mario Vittorio Orlandi, attaccante di Russi, classe 1918, che realizzò quattro reti. In quella stagione Orlandi si rivelò come il primo cannoniere della storia del Cesena, con nove reti al termine della fase regolare a pari merito con Tonino Pantani, ma segnando senza l’ausilio dei rigori e giocando appena dieci partite, cui seguirono altre due reti nelle sei partite del girone finale.
Tornando alla gara amichevole, questa fu importante ai fini della preparazione, ma di fatto si ritenne molto più importante consentire al pubblico presente ed ai giocatori di terminare la partita con 25 minuti di anticipo, in modo da poter ascoltare il discorso di Mussolini, radiotrasmesso in diretta nazionale sul “secondo gruppo” dalla E.I.A.R., la mamma di “mamma Rai”. Quel giorno si fermò il calcio a Cesena e in tutta Italia si ebbe una sorta di adunata popolare.
Pierpaolo Rossi


