Nel giorno della Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici, momento simbolico che segna l’inizio ufficiale dell’evento sportivo più importante al mondo, il Museo Bianconero del Cesena sceglie di condividere una storia che parla di valori, comunità e responsabilità culturale.

Protagonista è Andrea Bertozzi, presidente dell’APS Museo Bianconero del Cesena, che ha ricevuto un importante riconoscimento dalla Fondazione Milano Cortina 2026. L’ente organizzatore dei Giochi ha infatti voluto premiare l’impegno dell’associazione nella tutela e nella valorizzazione della memoria sportiva del territorio, conferendo al suo presidente l’onore di essere selezionato come tedoforo nel viaggio della fiamma olimpica verso le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 Winter Olympics.

Andrea Bertozzi ha preso parte alla tappa numero 30 della staffetta olimpica, da Cesena a Bologna, portando la fiamma olimpica il 6 gennaio 2026 lungo uno dei percorsi più significativi del suo viaggio verso Milano.

La partenza da Cesena: un simbolo per la città

La tappa ha avuto inizio proprio da Cesena, con un momento particolarmente simbolico per la comunità sportiva locale. Il primo tedoforo, identificato con il numero 001, ha dato il via alla staffetta partendo dall’area situata dietro la Curva Mare dello Stadio Dino Manuzzi, luogo iconico per la storia calcistica cittadina. Da qui la fiamma olimpica ha iniziato il suo viaggio verso Bologna, attraversando il territorio romagnolo e coinvolgendo cittadini e appassionati in un evento capace di unire sport, partecipazione e identità territoriale.

La giornata del 6 gennaio 2026, durante la tappa 30 della staffetta, si è svolta in uno spirito immerso nella condivisione, nel rispetto, nella gioia per lo sport e in un forte sentimento di appartenenza nazionale. Un clima che ha accompagnato il viaggio della fiamma lungo il territorio romagnolo e che ha rappresentato simbolicamente la volontà dell’Italia di contribuire alla realizzazione delle Olimpiadi più belle di sempre.

Uno dei momenti più emozionanti è stato il passaggio della fiamma nella città di Imola. In questa occasione Andrea Bertozzi ha avuto l’onore di portare la fiamma olimpica all’interno dello storico Autodromo Enzo e Dino Ferrari, uno dei luoghi simbolo dello sport italiano e internazionale, prima di proseguire il percorso verso la città. La scelta dei tedofori non si fonda esclusivamente sul merito sportivo o sulla notorietà pubblica. Accanto ad atleti e personaggi conosciuti, il Comitato organizzatore individua infatti anche persone impegnate nel sociale, capaci di rappresentare attraverso il proprio operato quotidiano i principi fondanti dell’Olimpismo.

In questo contesto, il lavoro svolto dal Museo Bianconero del Cesena nella tutela della memoria storica sportiva del territorio è stato riconosciuto come espressione concreta di valori quali rispetto, inclusione, continuità e trasmissione culturale.

Gli oggetti del tedoforo: memoria di un’esperienza unica

Come da tradizione, a ogni tedoforo vengono consegnati una serie di oggetti ufficiali pensati per accompagnare l’esperienza e conservarne la memoria nel tempo.

Tra questi:

  • una sacca blu brandizzata Olimpiadi, contenente i materiali personali e i cimeli della giornata;

  • la divisa ufficiale del tedoforo, realizzata da Salomon, sponsor tecnico di volontari e tedofori.

Si tratta di un capo tecnico progettato per essere indossato sopra l’abbigliamento personale, caratterizzato da trattamento antivento e impermeabile, particolarmente utile durante i giorni della staffetta, segnati anche da una significativa nevicata in Romagna. La divisa presenta inoltre un design moderno e funzionale ed è arricchita da un QR code dedicato ai tedofori, che rimanda a una pagina riservata con il branding di Milano Cortina 2026 e i cerchi olimpici.

Il kit comprende inoltre guanti e cappello coordinati, oltre al numero identificativo del tedoforo e al punto di incontro della staffetta (per Andrea Bertozzi: M049).

La medaglia commemorativa e il valore del riuso

Particolarmente significativo è il capitolo dedicato alla medaglia di ringraziamento, consegnata a ogni tedoforo all’interno di una raffinata scatola bianca.

Non si tratta di una medaglia tradizionale, ma del tappo inferiore della torcia olimpica, realizzato in tiratura limitata. Questa scelta riflette una precisa volontà organizzativa delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026: ridurre l’impatto ambientale attraverso il riutilizzo delle torce, che vengono ricaricate e impiegate più volte durante la staffetta.

A differenza delle edizioni precedenti, in cui venivano prodotte circa 10.000 torce, per questa edizione il numero è stato ridotto a circa 1.500 esemplari. Da qui la decisione di offrire ai tedofori non la torcia completa, ma un frammento autentico, capace di conservare un forte valore simbolico e coerente con i principi di sostenibilità.

I cimeli ricevuti durante l’esperienza entreranno a far parte della collezione del Museo Bianconero del Cesena, dove saranno messi a disposizione per mostre, attività educative e iniziative future legate alla memoria olimpica.

In questa prospettiva, l’associazione guarda già al prossimo obiettivo: riuscire ad acquisire l’ultimo grande simbolo di questa esperienza, la Torcia Olimpica, qualora venisse resa disponibile. L’intento è custodirla e renderla accessibile al pubblico, affinché possa essere utilizzata anche in occasione di future manifestazioni ed eventi dedicati allo sport e allo spirito olimpico.

Un modo concreto per continuare a trasmettere, anche dopo le Olimpiadi, i valori che la fiamma rappresenta: rispetto, condivisione, spirito sportivo e senso di comunità.

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