La Curva Ferrovia tra bandiere viola e striscioni bianconeri
Ammoniaci implaccabile su Saltutti. Sullo sfondo il muro del Curvone (foto Marini)
L'ex Radice sulla panchina della Fiorentina (foto Marini)

ERAVAMO IN 30MILA

Parto da casa in centro appena finito di pranzare, oggi c’è la Fiorentina dell’ex Radice che qualche mese prima ci aveva portato in serie A! Arrivo presto e mi aspetto di trovare lo stadio semivuoto, invece la curva Ferrovia è piena come un uovo e tantissimi fiorentini (almeno 2.000 se ben ricordo) sono sparpagliati anche nel nostro Curvone, più che altro famiglie che bivaccano con tovaglie tra i gradoni. Attaccano qualche loro striscione accanto ai nostri, come pure nel curvino quelli bianconeri si alternano a quelli viola. Difficile fare una stima di quanti siano i tifosi ospiti, ma ritengo almeno 10 mila considerato che il tabellino della gara parla di circa 30mila spettatori che con 66 milioni di lire polverizzano il precedente record di incasso. Spettacolare è il tifo viola organizzato con tante bandiere nella curva Ferrovia.

E i cesenati? Io mi sistemo al centro del Curvone dietro la porta, mentre lo zoccolo duro dei nostri tifosi vocianti e con bandiere sono nello spicchio in alto a sinistra verso la gradinata. Durante la partita quelli che in parte poi si organizzeranno nelle Brigate Bianconere gridano lo slogan: “Là nella valle c’è un filo d’erba… viola di m… viola di m…”, con mezzo settore che applaude e l’altro mezzo fischia. Non ricordo però particolari incidenti, solo cori, sfottò, fischi e niente di più.

E la gara? Il primo tempo è ben giocato soprattutto dai bianconeri, con i viola disposti al contenimento e al contropiede. Della Fiorentina mi impressionano i difensori: i grandi e grossi Galdiolo e Della Martira, pure gli arcigni Roggi e Brizi. La ripresa è più equilibrata con molti attacchi anche della squadra toscana, ma l’azione più rilevante la crea il Cesena al 78’. Bertarelli colpisce violentemente il pallone di testa, molto angolato: mezzo stadio è pronta a gridare al gol, l’altra metà ha i brividi… ma uno strepitoso Superchi si supera con una memorabile parata in tuffo, negandoci la gioia del gol e la probabile vittoria.

La gara (0-0 il finale), che ha visto un Cesena dinamico e gagliardo tenere testa ad una forte Fiorentina, termina con gli abbracci tra i giocatori e gli applausi a Gigi Radice che a Cesena aveva lasciato tanti amici. Ai microfoni si dice soddisfatto del punto e fa i complimenti al “grosso Cesena” di “buona levatura tecnica”. Il presidente toscano Ugolini: “… piazza difficile, un punto a Cesena è buono. Vi posso garantire che poche squadre riusciranno a strappare di più da questo terreno arido”. Anche il nostro allenatore Eugenio Bersellini si dichiara abbastanza soddisfatto del pareggio, ma rimarca la grande occasione finale di Bertarelli “che poteva regalarci qualcosa in più del punto”.

Torno a casa felice per il magnifico spettacolo della serie A e dei 30mila alla Fiorita.

Marzio Magnani

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