Cesena, 14 Giugno – Cesena diventa set cinematografico nel film Tornando a Est, diretto da Max Pisu, volto noto del panorama comico e televisivo italiano, qui alla sua prima prova dietro la macchina da presa in un ruolo inedito e sorprendente. Pisu ha scelto proprio la città romagnola per ambientare alcune delle sequenze più evocative del film, perché è a Cesena che si svolge l’avventura originale vissuta da Maurizio Paganelli, autore della storia da cui il film è tratto. Il legame con il territorio è autentico e profondo, perché molte delle vicende narrate si ispirano alla sua giovinezza, tra sogni, viaggi e amicizie che hanno lasciato un segno indelebile.

Alla base del film c’è infatti un racconto profondamente autobiografico, scritto dallo stesso Paganelli, che nel film prende il soprannome di “Pago” e condivide la scena con gli inseparabili amici Rice e Bibi, con cui ha vissuto varie avventure fuori dagli schemi, nate tra le strade di Cesena ma sviluppatesi soprattutto nell’Est Europa a cavallo della caduta del Muro di Berlino. Uniti da una complicità sincera e da un’irriducibile passione per il Cesena Calcio, i tre ragazzi si ritrovano protagonisti di un viaggio imprevedibile, tra confini in trasformazione, incontri surreali e tensioni politiche, in un’epoca in cui tutto sembrava possibile e instabile allo stesso tempo.

Il cuore simbolico del film batte però anche nello stadio Dino Manuzzi, storica casa del Cesena Calcio, dove sono state girate alcune delle sequenze più cariche di emozione. Il campo e gli spalti diventano scenografia viva di ricordi e legami, trasformandosi in un luogo della memoria collettiva. A interpretare questi momenti, Lodo Guenzi, Matteo Gatta e Jacopo Costantini, tre volti noti della scena italiana, protagonisti di scene intense ambientate proprio nel cuore del tifo bianconero.

A rendere l’atmosfera ancora più autentica hanno contribuito due membri del Museo Bianconero del Cesena, Andrea Bertozzi e Pierfrancesco Gobbi, coinvolti come comparse nelle riprese e presenti in campo con maglie e abiti d’epoca, capaci di ricreare con grande accuratezza il clima delle partite degli anni gloriosi del club romagnolo. Non è la prima volta che il Museo Bianconero collabora con questa produzione: aveva infatti già fornito oggetti di scena per il primo capitolo della saga di Est, segno di una continuità ideale tra il racconto cinematografico e la memoria storica della città, che il museo da anni si impegna a custodire e valorizzare.

Le riprese cesenati si sono poi allargate a luoghi di grande fascino e suggestione, come la Biblioteca Malatestiana, la Rocca Malatestiana, l’ippodromo e le vie del centro storico, dove sono entrati in scena anche Cesare Bocci e Francesco Bertozzi, interpreti di momenti intimi e riflessivi che attraversano i temi del ritorno, della memoria e degli incontri inattesi. Una delle sequenze più emozionanti è stata girata all’alba in Piazza del Popolo, avvolta da una luce dorata che accompagna il senso di rinascita presente nel film, mentre all’interno della Biblioteca Malatestiana, patrimonio UNESCO, prende vita una scena fortemente simbolica, in cui il sapere e la memoria diventano parte del viaggio interiore del protagonista.

Fondamentale è stato anche il coinvolgimento del tessuto cittadino, con numerose comparse selezionate tra i cittadini di Cesena e diverse attività del centro che hanno offerto supporto logistico e accoglienza alla troupe. Il set ha suscitato grande curiosità e partecipazione, attirando appassionati, famiglie e semplici passanti, contribuendo a promuovere una Cesena nuova, lontana dai riflettori del turismo di massa ma profondamente affascinante nella sua autenticità.

Con Tornando a Est, Cesena entra con forza nella geografia cinematografica italiana, confermandosi città capace di ispirare arte, cultura e narrazione. Un piccolo grande evento per chi ama il cinema e per chi crede nella valorizzazione del territorio anche attraverso lo sguardo di una macchina da presa.

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