
Nel 1927, nella città di Catanzaro, nasce l’Unione Sportiva Catanzaro, frutto della fusione di diverse realtà calcistiche locali. È l’inizio di una storia sportiva che si intreccia profondamente con l’identità della città calabrese, segnata dal colore giallorosso e da una forte passione popolare. Nei primi decenni il club cresce tra i campionati regionali e le categorie inferiori, fino a consolidarsi nel panorama nazionale. Il grande salto arriva negli anni ’50 e ’60, quando il Catanzaro si stabilizza tra Serie B e vertici della categoria, sfiorando più volte la storica promozione in Serie A. Il momento storico arriva nella stagione 1970-1971, quando il Catanzaro conquista per la prima volta la Serie A, entrando nell’élite del calcio italiano. Tra gli anni ’90 e 2000 il club attraversa momenti difficili, segnati da crisi sportive e societarie, fino a diverse rifondazioni che ne garantiscono la continuità. La rinascita si consolida infatti negli anni 2010 e 2020, quando il Catanzaro torna protagonista in Serie C e, dopo qualche comparsata in Serie B nel biennio 2004-2006, risale stabilmente verso il calcio di vertice. Nel 2022-2023 arriva anche la storica promozione in Serie B, accolta con entusiasmo da tutta la città, alimentato da una delle gioie più importanti del nuovo millennio grazie alla vittoria della Supercoppa di Serie C, conquistata nel 2023, che certifica la rinascita sportiva del club e il ritorno ad alti livelli del calcio professionistico.
LO STADIO
Lo stadio Nicola Ceravolo rappresenta uno dei luoghi simbolo della città di Catanzaro e del calcio calabrese, profondamente legato alla storia dell’Unione Sportiva Catanzaro 1929. Le sue origini risalgono ai primi decenni del Novecento, quando l’area venne progressivamente adattata a uso sportivo, diventando uno dei primi impianti calcistici strutturati del Sud Italia. Negli anni ’20 e ’30 lo stadio assume una forma più definita e viene utilizzato stabilmente per il calcio cittadino, accompagnando la crescita del movimento sportivo locale. Il grande sviluppo arriva negli anni ’70, quando, con la storica promozione in Serie A, l’impianto viene ampliato e reso adeguato alle esigenze del massimo campionato. Nel 1989 lo stadio viene intitolato a Nicola Ceravolo, storico presidente del club giallorosso, figura centrale nella crescita del Catanzaro calcio e simbolo di un’intera epoca sportiva. Negli anni successivi l’impianto continua a essere aggiornato e modificato per adeguarsi alle normative, mantenendo però sempre la sua identità popolare e il suo legame con la tifoseria. La storica Curva Ovest, cuore del tifo giallorosso, diventa uno degli elementi più iconici dello stadio e della sua atmosfera unica. Oggi il Ceravolo mantiene una capienza di circa 14.650 posti, confermandosi uno degli stadi più antichi ancora in uso in Italia.
LA CITTA'
La città di Catanzaro, capoluogo della Calabria, ha origini antichissime che risalgono all’epoca bizantina, quando il primo nucleo urbano si sviluppa su posizioni collinari strategiche per difendersi dalle incursioni saracene. Secondo la tradizione, la città prende forma tra il IX e il X secolo come insediamento fortificato, da cui si svilupperà il centro moderno. Nel Medioevo Catanzaro cresce sotto Normanni e Svevi, diventando un importante centro amministrativo e militare. In questo periodo si afferma anche la lavorazione della seta, attività che renderà la città celebre in tutta Europa per i suoi tessuti pregiati e le sue manifatture. Tra il XVI e il XVII secolo la città assume un ruolo sempre più rilevante nel Regno di Napoli e si distingue per la sua resistenza all’assedio del 1528, episodio che le vale il titolo di “Fedelissima” da Carlo V. Da quel momento Catanzaro consolida anche il suo ruolo amministrativo, diventando capoluogo della Calabria Ulteriore nel 1593 per oltre due secoli. Nel XIX secolo partecipa ai moti risorgimentali e, con l’Unità d’Italia nel 1861, entra nel nuovo Stato nazionale. Nel Novecento la città subisce i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, che colpiscono duramente il centro storico, ma nel dopoguerra conosce una fase di ricostruzione e sviluppo urbano. Un passaggio fondamentale arriva nel 1970, quando Catanzaro viene scelta come capoluogo della regione Calabria, rafforzando il suo ruolo politico e istituzionale.
DA VEDERE
Visitare la città di Catanzaro significa attraversare un territorio sospeso tra mare e collina, dove il centro urbano si affaccia idealmente tra lo Ionio e l’entroterra calabrese. Il punto di partenza è il suggestivo centro storico, con il Duomo di Catanzaro e le vie principali che raccontano la lunga storia bizantina e medievale della città, tra palazzi, chiese e scorci panoramici. Tra i luoghi culturali più importanti spicca il Marca – Museo delle Arti di Catanzaro, ospitato in un ex convento e dedicato all’arte contemporanea e alle esposizioni temporanee. Accanto, il Teatro Politeama e le altre strutture culturali rendono la città un polo attivo per eventi, spettacoli e rassegne artistiche durante tutto l’anno. Catanzaro è anche una città di paesaggi sorprendenti: a pochi minuti dal centro si apre il Parco della Biodiversità Mediterranea, una grande area verde che unisce natura, percorsi didattici e installazioni artistiche, diventando uno dei luoghi più amati da famiglie e visitatori. Scendendo verso la costa, il territorio si apre alle famose località del Mar Ionio, con le frazioni balneari come Catanzaro Lido e le spiagge di sabbia dorata, perfette per il turismo estivo e il relax. Il contrasto tra città e mare è uno degli elementi più caratteristici del territorio catanzarese. Nei dintorni, la natura offre ulteriori scenari di grande fascino: a breve distanza si trova la Sila Piccola, area montuosa ricca di boschi, sentieri e borghi immersi nel verde, ideale per escursioni, trekking e turismo naturalistico in ogni stagione.




